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Attia e la guerra dei gobbi

di Isidoro Meli

UN ROMANZO CHE RIESCA AD ESSERE NELLO STESSO TEMPO ESILARANTE E PROFONDO, RAFFINATO E GROTTESCO, DISSACRANTE E RIGOROSO, NON SI TROVA FACILMENTE. MA È SICURAMENTE IL CASO DI QUESTA RILETTURA DEL RISORGIMENTO FATTA DA ISIDORO MELI.

ebook disponibile
Pagg.  312
Euro  17,50
Uscita:  13 marzo 2018
LA TRAMA

«La notte del primo marzo 1860 quattro uomini salparono da Palermo alla volta di Caprera per rapire la donna di Giuseppe Garibaldi. Nessuno di loro aveva progettato il viaggio, né scelto liberamente di prendervi parte: il loro coinvolgimento fu una conseguenza del bizzarro dipanarsi degli eventi. L’ideatore del viaggio si chiamava Francesco Landi, aveva l’appellativo di ‘Generale’, ed era uno dei massimi rappresentanti del potere borbonico in Sicilia. In cambio della liberazione della donna, sosteneva, avrebbero costretto Garibaldi a rinunciare all’impresa dei mille. Questo in teoria. Le cose andarono diversamente. Garibaldi sbarcò a Marsala con mille uomini e conquistò tutta la Sicilia, poi attraversò lo stretto e conquistò il restante regno di Francesco I di Borbone, passando alla storia. I quattro uomini salpati alla volta di Caprera invece non passarono alla storia. Della loro esistenza non v’è traccia e non esiste un solo libro che accenni in qualche modo alla loro missione. Eppure, ai loro tempi erano famosissimi. Le loro gesta ispirarono una canzone che fu un grande successo in tutta la nascente nazione per quindici anni e più, prima di cadere nel dimenticatoio. Evento ancora più bizzarro: la canzone fu scritta prima ancora che i fatti raccontati fossero effettivamente avvenuti. Come se si trattasse del canto di un antico veggente. Quella canzone l’ho scritta io. Facevo il cantastorie, poi sono morto.»

L'AUTORE

Isidoro Meli è nato e cresciuto a Palermo qualche decennio fa. Dopo una breve parentesi lombarda è tornato in Sicilia, dove ha vissuto un po’ ovunque, soprattutto a Catania. Adesso vive a Trapani. Collabora saltuariamente con giornali e riviste, tra cui la Repubblica, e nel 2016 ha pubblicato il suo primo romanzo, La mafia mi rende nervoso.